desiderati inaspettati e certi rasserenanti rassicuranti e protettivi complici e speranzosi nuovi divertenti e fiduciosi accoglienti calorosi


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desiderati inaspettati e certi rasserenanti rassicuranti e protettivi complici e speranzosi nuovi divertenti e fiduciosi accoglienti calorosi


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tesa da sentire l'aria spezzarsi mentre l'attraverso
forte, così forte da esserne stanca
stringere i denti e pazientare
nuda, esposta, senza scudi
trattengo l'urlo, posso reprimerlo,
abbasso le palpebre e respiro a fondo
ricaccio via la bile, ma una fitta mi sorprende
non so cos'altro fare, magari nulla più
non so cos'alto dire, magari nulla più
che non mi senta al sicuro non è da brivido
no, affatto ... non lo è
tira, spingi, sposta, gira, capovolgi ... dev'essere qui ...prima c'era e non può esser scomparso ...

Limpido, sincero ... sembra vero,
ma anche il mare cambia e magari ci sei già dentro
negli attimi in cui le ragioni non hanno ragione
non sopravvive alla rabbia alcuna logica giustificazione
e il tempo indugia, come sale sulle ferite,
si ferma ... sadico.
al suono grave del ricordo,
i crampi acuti dello stomaco fanno eco.
gente superficiale, vuota, arida di passioni vere
si disseta furtiva alla fonte del tuo saper vivere
atroce e impudica si pianta sullo sterno,
come un'avida janara, pesante ti blocca il respiro.
tutta notte, senza posa, nella veglia e nei sogni
gli occhi gonfi di fiele si sciolgono in lacrime silenti
bruciano, si chiudono stanchi ... e nel buio,
invasati di orrore, si spalancano bianchi
con l'ansia e l'affanno di un dolore riemerso,
così, d'improvviso,
nell'immagine inconscia di un sopito rancore
che forse andava condiviso.
la totale assenza di me in un giorno da cancellare
mi spinge a tornare ... rivengo ora, ora vedo, ora so
non starò mai più così
... ci rifletto su da un pezzo e ora metto mano alla stesura del progetto, almeno ad una bozza da pubblicare perchè sia appetibile alle scuole a settembre. Mi presenterò in veste di "esperto in valorizzazione territoriale" ...
sono fermamente convinta che tutto cominci da lì: dalla conoscenza del territorio, dalla sua comprensione, dal rispetto per esso ...
provo a mettermi nei panni degli studenti e ho voglia di non essere "una palla" ... vorrei tanto poterli appassionare all'argomento, mi piacerebbe riuscire solo a provocarli, suscitare le pulsioni fino a far scoccare la molla dell'appartenenza ... basta quella e poi il gioco vien da sè:
questo posto è mio quanto tuo, casa mia quanto tua, nè più nè meno, non permetterò che tu la sporchi o la infanghi o ne distrugga il potenziale, le risorse ... i sogni!
Mi piacerebbe, dddio quanto mi piacerebbe!

piedi nudi sul pavimento fresco ... in cucina
sollevo il coperchio della moka ... uhm è finito, la smonto e i gesti sono naturali, familiari. Mi guardo le mani e mi riconosco nei movimenti, è da lì che i pensieri iniziano il loro valzer ...
danzano fra le stanze della mente, si scambiano di coppia e provano a confondermi; verso l'acqua e ci appoggio su l'imbuto, apro il contenitore del caffè e l'aroma già m'inebria.
da dove ricomincio? ... mi sembrava di aver assemblato bene i pezzi stavolta e invece no. Quindi si rimette mano al cv, qualche aggiustatina qua e là e si riparte di nuovo, ancora ... da dove? per dove? Doso con cura la miscela del caffè, non troppo nè troppo poco ... quanto basta perchè sia come piace a me.
ripenso alla chiacchierata di ieri con Giusy ... "via da qui, pensa a te, solo a te ... non è giusto sprecarsi così" ... tengo a bada l'ansia e provo a non perdere la calma ... ho bisogno di concentrarmi sulle priorità ... la crema di caffè invade piano i grani di zucchero, sposto per un istante la moka dal fuoco e mescolo i due elementi ...
i pensieri si scambiano di nuovo e accennano ad una rumba al ritmo del cucchiaino che sbatte sui bordi della moka ... ecco la schiuma ... spengo prima che sbollisca e ne verso una tazza.
inspiro, mhhh ... un sorso e ...
ehi ehi ... ehiii ... fermi, ok ... tu qui ... tu di là ... mmm, no, non è il tuo turno, a te penserò fra una settimana ... no, niente "ma" ... c'è bisogno di un po' di ordine
su ... è ora di mettersi all'opera
in quell'auto c'era
- l'entusiasmo del ritorno e la convinzione di una scelta, che giusta o sbagliata resta una scelta maturata col pathos di chi ci crede
- la seconda chance ad una puttana che tradisce ancora, che per l'ennesima volta affascina, ammalia e, come una mantide, avvolge nei suoi lusinghieri e fatali colori d'orchidea
- la voglia di ripercorrere quelle strade ripulite ancora solo in superficie
- il coraggio e la voglia di resistere, che anche qui si può
- la fatica e il sudore di chi si rimbocca le maniche e costruisce il suo futuro
- l'abito per il matrimonio di un caro amico e la gioia di sentirgli dire "sì"
- la musica che accompagna i giorni, le partenze e i ritorni
... resta mia la forza di credere che tutto questo io possa riprendermelo all'istante e lasciare loro con un pugno di mosche

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Arginare
Racchiudere
Avvolgere
Contestualizzare
...
è solo un punto di vista
Sorriso,
dalla stessa camera e dagli stessi luoghi, simpatico scherzo del tempo che inesorabile ha proseguito il suo cammino ... e noi di nuovo qui e di nuovo lì
Anche allora asciugavo i capelli ... non so come spiegarlo, è un'esigenza dell'anima, della mente: la ricerca di una leggerezza del pensiero per cui la sensazione di lavarsi il capo, sentire l'acqua che scivola sulle lunghe ciocche mentre lavi via la schiuma, è come un rituale che aiuta o ti illude di scacciare il torbido facendolo scorrere via col getto della doccia
Stasera non c'erano lacrime a confondersi con l'acqua e l'odore dei ricordi non è più così acre da pungere il cuore ... non troverò mail o messaggi che mi sorprenderanno stasera, e non ho vuoti da colmare ...